martedì 11 febbraio 2014

Rapimenti alieni: pro e contro

Secondo uno psicologo gli extraterresti non sono altro che la reminiscenza ancestrale di un volto femminile fissato nel nostro cervello sin da neonati

Gli alieni sono dentro di noi. Almeno secondo la teoria dello psicologo Frederick Malmstrom, studioso presso la US Air Force Academy, il quale sostiene che la tipica immagine degli extraterresti non sia altro che la reminiscenza ancestrale di un volto femminile come rimane fissato nel cervello di un bimbo appena nato. Una scoperta che ha permesso agli studiosi di sostenere che gli alieni non esistono se non nella nostra testa.

Malmstrom ha iniziato questo percorso di studi perché interessato da tutte quelle persone che, sostenedo di essere stati rapiti dagli alieni, li hanno descritti con teste grandi, pelle grigia, lineamenti poco marcati, una bocca appena visibile o assente e corporatura esile. Non ritenendo corretta la teoria secondo la quale una popolo extraterrestre rapisce le persone per poi rimandarle sulla terra in vista di una futura invasione, lo psicologo preferisce sostenere la tesi per cui la gente vede gli alieni quando sono nel dormiveglia. E le immagini che compaiono sono quelle nascoste nel subconscio.

Ma da dove vengono? Lo studioso, dopo aver considerato molte possibilità, è giunto a una conclusione: l'immagine è un archetipo femminile, presente nel cervello dei neonati, creato per aiutarli a rispondere istantaneamente alla madre. E per dimostrare questa teoria, Malstrom ha alterato otticamente la foto di una donna in modo coerente con le caratteristiche della vista di un neonato: astigmatismo, mancanza di precisione, percezione anormale di luce e così via.
Il volto che ne è risultato appariva fortemente simile a quello degli alieni. Una teoria sostenuta anche dal fatto che molti altri animali nascono con determinati modelli visivi di riconoscimento che li aiutano a sopravvivere.


Di contro il mondo scientifico continua il suo incessante impegno nella ricerca di spiegazioni logiche e concrete a questi temi, prestando sempre più attenzione al fenomeno “Alien Abductions” (Rapimenti Alieni), un fenomeno che i media di tutto il mondo, internet in testa, stanno diffondendo sempre più in modo allarmante.

Alcuni scienziati, tra cui l’italiano Corrado Malanga, dopo aver elaborato per anni analisi e dati – basati sulle reali testimonianze di moltissime persone in tutto il mondo, di ogni età, sesso e ceto sociale, che sotto ipnosi hanno rivissuto l’indelebile esperienza del rapimento – sono giunti a una sconcertante conclusione: alcune razze aliene, in un programma che dura da millenni, impiantano le proprie “memorie attive” nel cervello dei rapiti, usandoli come contenitori, per poter “operare” in questa dimensione, con l’obiettivo finale di modificare geneticamente l’umanità e adattarla al proprio DNA, onde sfruttarne completamente l’indistruttibile energia (Anima) e rendere così le proprie specie “immortali”.

Questa teoria sembra finalmente chiarire tutto: il problema non verrebbe solo, fisicamente, dal lontano spazio; semmai risiede nei confini della nostra mente, dove quelli che la mitologia chiama “Dei”, e le chiese “Angeli o Demoni” (o “Voladores” come descritti dallo sciamano Don Juan a Carlos Castaneda) forse sono esseri di altre dimensioni, che possono sopravvivere al di qua (e al di là dello spazio e forse del tempo) “possedendo” la psiche umana, addormentandone la coscienza per poter “vampirizzare” quell’energia (l’Anima?) che solo l’uomo sembrerebbe possedere in questa parte di universo.

Così magicamente si spiegano secoli e secoli di immagini dipinte o scolpite, che rappresentano personaggi umani che dialogano, combattono, adorano, temono entità di diverse fattezze, cornuti rettiloidi alati e non, biondi angeli protettivi in candide vesti bianche o armati e severi, santi sospesi nel cielo, draghi, dei antropomorfi e non, piccoli uomini verdi, fate, ecc. Come dimostrano chiaramente le iconografie egizie, sumere, maja, babilonesi, greco romane, indiane, cinesi, ma anche nella più recente arte sacra cristiana, ebraica, musulmana, ecc., fino ai cartoon, ai comics, ai videogames dei giorni nostri.

Ma inevitabilmente il concetto di “identità” viene messo seriamente in discussione, in nome di una visione dell’uomo in termini “progettuali”; uomo (o essere umano) contenitore di Anima (sì, proprio quella che salirà in cielo, si salverà, o si perderà, si dannerà, verrà venduta, ecc.) ma anche possibile ambito contenitore di personalità aliene, o altre personalità, giustificando tecnologicamente molti dei misteri legati all’esoterismo e alla spiritualità – reincarnazione, visioni, apparizioni di entità religiose e non, spiriti guida, miracoli, profezie, scritture sacre, ecc. – così come alle misteriose anomalie della nostra mente: dejà vu, schizofrenia, disturbi della personalità, ecc.

Data: Roma, 24 feb. 2006

Fonte: Agenzia Ign

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